IL SENTIERO DEL BEATO ANDREA
Lo storico Raffaele Colapietra in un saggio sul Beato Andrea da Montereale, afferma che per la scarsezza di dati biografici e cronologici non è possibile tracciare una "griglia certa intorno alla ricostruzione delle sue numerose vicende umane". La tradizione mitica e religiosa, tuttavia, ne attribuisce a Mascioni la nascita nel 1397; la vestizione nel 1411, all'età di 14 anni; il conseguimento del sacerdozio nell'anno 1427; la morte, nel 1480. La conferma del culto, a seguito della causa di Beatificazione svoltasi negli anni 1756-57, viene sancita da Clemente XII nel 1764. Nei verbali del volume "Vita prodigiosa del Beato Andrea" di Giovanbattista Cotta, anno 1824, si narra di personaggi, luoghi, fatti miracolosi e soprannaturali che sono lì a testimoniare la forza taumaturgica del Beato Andrea. Gli episodi selezionati riguardano avvenimenti nel territorio di Capitignano, come quelli di Antonella e Marino di Aglioni, nel Contado di Montereale: "Inchiodata nel letto la meschina da doglie tali, che non le permettevano né vestirsi, né spogliarsi, né fare un passo, invocò il venerabil Maestro Andrea, e fe' voto di visitare le sue reliquie prodigiose..." e guarì. "...Alli 15 poi del detto mese Marinuccia di Cervello di Sivignano tocca di apoplessia, e rimasta storpiata in più parti del corpo senza rimedio...le fu restituita l'intera sanità". Inoltre un giovane di Mopolino affetto da lebbra fu portato da suo padre Bartolomeo Bucciarello nei luoghi dove visse il Beato Andrea e lì guarì.
SANT'ANTONIO ABATE
Padre del Monachesimo, iniziatore della vita anacoretica, figura che più di altre è entrata nel sentimento popolare, S. Antonio Abate, detto anche "il grande", nacque nel Medio Egitto, a Coma, nel 250 circa e già durante la sua lunghissima vita ( morì ultracentenario il 17 gennaio del 356) era oggetto di culto. La ricerca e il desiderio estremo di solitudine furono interrotti solo poche volte in nome della fede, prima di stabilirsi definitivamente nel deserto della Tebaide, dove visse l'ultimo periodo della vita. Le sue continue lotte con il demonio, le terribili tentazioni cui fu sottoposto e la protezione taumaturgica nei riguardi dell'herpes zoster o fuoco di S. Antonio, quando intorno al Mille scoppiò in Gallia un'epidemia di questa peste ardente, lo hanno avvicinato soprattutto alle popolazioni rurali, divenendo uno dei Santi più venerati e popolari attraverso una serie di riti e tradizioni antoniane. Pare che l'ordine ospedaliero degli Antoniani, nato sul suo esempio, allevasse maiali di cui usava il lardo per la cura di alcune malattie. A questa attività, probabilmente, si lega la protezione del Santo ai maiali, poi estesa anche agli altri animali, dando origine al caratteristico rito popolare che si svolge il 17 gennaio davanti ai sagrati delle chiese, dove vengono radunati gli animali per la benedizione. Ricchissimo il folklore, le tradizioni, la letteratura, i riti ed i canti popolari nati intorno alla figura del Santo. L'elemento fantastico, popolare, lo rende il Santo maggiormente venerato in Abruzzo. È sull'eremo di S. Onofrio, sul Morrone, che si trova una delle immagini più antiche in Italia: raffigurato con una lunga barba, con il capo coperto da un cappuccio; con il bastone a tau; spesso con il maiale, il campanello (che probabilmente ricorda quello che annunciava l'arrivo dei questuanti dell'ordine Antoniano) e con il fuoco, ha attraversato i secoli con la sua potenza contro il demonio, la peste, i mali in genere. La vigilia della festa è consuetudine fare il falò di S. Antonio, grandi cataste di legna, cui si dà fuoco. Le ceneri vengono poi raccolte dai fedeli e conservate come reliquie.
IL MIRACOLO DELLA MADONNA DEGLI ANGELI
"Una pastorella, nella seconda metà del XVII secolo, il 21 giugno 1657, come racconta la storia, si era riparata in un'edicola sacra detta "Degli Angeli", lungo una strada di campagna. Fece un gran diluvio che mise la campagna sotto sopra. Capitignano comunque non era stato offeso dal temporale perché questa giovinetta si era rivolta alla Madonna chiedendo di salvare il paese e le campagne. La pastorella era muta e sorda. Le apparve la Madonna con le lacrime di sangue e le disse di andare dal parroco perché in quel posto voleva una chiesa. Il parroco di allora, don Mariantonio, si impressionò quando vide parlare la pastorella, era un miracolo, e con tutto il paese fece costruire la chiesa. La pastorella era sordomuta, la Madonna le ha parlato e ha chiesto un santuario a lei dedicato, in quanto, in quell'edicola sacra, stava sotto l'acqua, perché dove la pastorella si era riparata vi era una conicella di pietra con la statua della Madonna. Il sacerdote e la gente di Capitignano andarono poi a vedere la pastorella. Arrivati lì la ragazza si mise a parlare con l'immagine della Madonna che piangeva. Con un grambiule di canapa asciugò le lacrime di sangue e poi ascoltò la Madonna dirle che voleva la casa. Il grembiule oggi è al Vaticano. Il terreno dove è stata costruita la chiesa, per il miracolo, si era coperto di una abbondante nevicata. I proprietari di quel terreno cedettero la terra dove fu costruito il santuario e una confraternita, da allora, amministra il luogo santo." (tradizione orale: Palma Catelli, Capitignano)
Ricorrenze Religiose
Date Santi Località 17 gennaio S. Antonio Abate Capitiganno 21 giugno Maria SS Degli Angeli Capitignano - Monopolino 29 giugno SS Pietro e Paolo Paterno e Collenoveri 2 luglio Madonna delle Grazie Sivignano e Pago 16 luglio Madonna del Carmelo Sivignano 2 agosto Madonna degli Angeli Capitignano e Mopolino 4 agosto S. Domenico Mopolino 12 agosto Santa Maria Paterno 16 agosto S. Rocco Aglioni 8 settembre Madonna di Loreto Capitignano 24 novembre S. Flaviano (Patrono) Capitignano